‘Partenze e permanenze’, la nuova mostra fotografica dell'ARCI

17/8/2009 :: 13:16:47



E’ stata inaugurata nel borgo antico di Molinara la mostra fotografica del circolo Arci, intitolata "Partenze e permanenze", in programma dal 12 agosto al 14 agosto. Dopo il primo giorno di apertura, hanno comunicato gli organizzatori, ci sono già richieste da parte del pubblico e delle autorità locali di prolungare la mostra fino al 18 agosto.

“Partire per gli emigranti della generazione dei nostri genitori o dei nostri nonni, era un po’ morire, perché in quel momento si prendeva coscienza della esclusione e della violenza praticata dalla propria società di origine e occorreva affrontare l’avventura di cercare fortuna in terre lontane e sconosciute. A Molinara, nel periodo che va dalla fine dell’800 agli anni ’70, vi fu un vero esodo perché emigrarono oltre 1300 persone.

Il fenomeno sembrò fermarsi e addirittura invertirsi negli anni ‘70 e ‘80, in conseguenza dello sviluppo economico e sociale, per poi riprendere in rapida progressione, come del resto in tutto il Mezzogiorno d’Italia. E’ cambiato però il soggetto sociale espulso attraverso il meccanismo dell’emigrazione. Prima emigravano soprattutto le famiglie povere e i giovani operai e contadini (esclusione per censo) prevalentemente verso paesi stranieri; ora emigrano soprattutto i giovani acculturati (esclusione per istruzione) e solo verso il Nord Italia.

Se si vuole individuare un filo comune che legava i vari momenti della vita quotidiana dei molinaresi nel secolo ventesimo esso può essere certamente il senso della 'communitas'.

Molinara era infatti una comunità, perché aveva caratteristiche sue proprie che la distinguevano da altre comunità, e perché aveva valori e norme sue proprie e non scritte che impregnavano ogni evento della vita quotidiana: la nascita, il matrimonio, la morte, le feste religiose, il lavoro, la scampagnata, i canti e i balli, il convivio, la conversazione, il riposo…. Le foto che raccontano questi eventi possono forse aiutarci ad entrare nello spirito di quel tempo che è quantitativamente molto vicino e pure così lontano dalla mente umana di oggi”.

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